Ciao a tutti belli e brutti,

ecco una piccola relazione dedicata al poeta svizzero-italiano Oliver Scharpf… poco conosciuto ai più questo è vero, ma d’indubbio valore letterale.

Buona lettura e a presto

Denji

 

RELAZIONE

«Tutti pazzi per Oliver Scharpf »

1. Introduzione

La scelta di redigere la mia relazione per il « Colloque » su Oliver Scharpf, nasce prevalentemente da una passione per l’autore maturata in questi ultimi periodi. Fino alla sua presentazione durante il « Colloque », non avevo mai sentito parlare dell’autore svizzero-italiano, men che meno della sua poesia. Ciònonostante, sono rimasto subito affascinato dal suo modo di scrivere, di descrivere luoghi e momenti, tanto da acquistare le sue due pubblicazioni e creare in internet un gruppo denominato « Tutti pazzi per Oliver Scharpf[1] » in cui tutti possono iscriversi, commentare e discutere intorno all’autore e ai suoi testi.

La relazione si strutturerà in 6 momenti : dopo una prima parte dedicata alla biografia dell’autore(cap. 2) e alle sue opere (cap. 3), si cercherà di definire le tematiche esposte nelle poesie presenti nel testo di riferimento « Di soglia in soglia[2] » (cap. 4). In un secondo momento sarà l’analisi di due poesie ad occupare parte del lavoro (cap. 5). Una conclusione personale (cap. 6) chiuderà infine il lavoro intorno ad Oliver Scharpf.

Scopo di questa relazione non è quello di riprendere per filo e per segno quanto proposto dai professori Castagnola e Cignetti nella loro raccolta, ma quello di celebrare in modo semplice e spassionato un autore poco conosciuto nel mondo della letteratura italiana, ma che a mio modesto modo di vedere, rappresenta una nuova generazione che potrebbe avere un futuro più florido di quello attuale, se solo l’autore Oliver Scharpf uscisse dal guscio protetto in cui si trova, e fosse confrontato con un universo più grande della sola Svizzera Italiana ed Italia del Nord.

 

2. Biografia dell’autore

Per quanto concerna la biografia di Oliver Scharpf, essendo egli un autore poco conosciuto, si fa soprattutto riferimento a quanto raccolto dai professori Castagnola e Cignetti nell’opera già citata.

Oliver Scharpf nasce a Lugano nel 1977, e già nel 1997, a venti anni, si aggiudicava il Premio Montale per gli inediti. Nell’antologia dei sette poeti vincitori del premio, edita l’anno seguente da Scheiwiller, è stata pubblicata una selezione del rimbaudiano Nostro Signore degli spaghetti alla gricia. Scharpf si sposta molto per la sua giovane età : tra il 2005 e il 2006 si reca prima a Milano per uno stage presso la casa editrice Ubulibri, in seguito si reca a Berlino presso la Schaubühne[3]. Nel 2007 sarà la volta di Parigi, presso la Galerie dominique fiat.

Attualmente residente nei dintorni di Ginevra, Scharpf stà scrivendo un romanzo sugli stages e presumibilmente sulla propria esperienza personale durante i differenti soggiorni.

 

 

3. Pubblicazioni dell’autore

 

Sino ad oggi, le pubblicazioni di Oliver Scharpf sono :

·      uppurcuts, edito da Moby Dick, Faenza, 2004

·      la durata del viaggio dell’oliva del martinicocktail (uppercuts uno e due), édito da Pequod, Ancona, 2007.

Non sono conosciute altre pubblicazioni dell’autore.  Attualmente una parte dei suoi testi è stata raccolta nell’opera « Di soglia in soglia », antologia dedicata agli autori della Svizzera italiana di cui, ovviamente, Oliver Scharpf fa parte.


4. La poesia di Oliver Scharpf


Quale metodo migliore per parlare della poetica di un autore, se non cominciando dalla lettura di una sua poesia.

In un secondo momento cercheremo di determinare le informazioni a livello di lingua, forma e soprattutto di contenuto  della poetica scharpfiana. Cominciamo a leggere :

 

·      Nr. 5 (da uppercuts)

 

piove

in via beata vergine del carmelo un mozzicone

dimora nel cuore dei cessi del cinema excelsior

mentre come un sedicenne

sento ancora sulle labbra

dei suoi baci

il polline

 

Sin dal primo colpo d’occhio, possiamo notare che la poesia di Scharpf si presenta in forma molto breve e con una particolare organizzazione spaziale delle parole sul supporto cartaceo.

Rispetto ai canoni della classicità letteraria, in questa poesia non troviamo nessuna rima costruita alla fine del verso.

Verso che a sua volta non segue lo schema classico della forma endecasillabica, ma varia ora in un modo, ora nell’altro, alternando varie lunghezze metriche più o meno ragolari (es. ottonario al v.4).

Prevalentemente la lingua utilizzata da Scharpf risulta di facile comprensione, infatti non vi è l’utilizzo di parole altisonanti o arcaiche. Si tratta di un linguaggio chiaro, preciso, pulito nel suo genere ma anche, e soprattutto, semplice e diretto.

Altro elemento non trascurabile è l’assenza (o quasi) di qualsiasi forma di punteggiatura e, di maiuscole all’interno del testo. Un modo particolare di scrivere, che da al testo un alone di trasgressivo, ma neanche più di quel tanto.

Questo primo approccio di tipo metrico-stilistico è molto utile per comprendere la poesia di Scharpf, che risulta essere nelll’insieme, strutturata in modo chiaro e costante : le sue poesie sono corte, prive di punteggiatura, metricamente « instabili » e di facile comprensione linguistica. Durante la presentazione dell’autore in classe, la professoressa Castagnola ha dato una definizione della poesia di Scharpf che mi sembra azzeccata per descrivere in poche, ma efficaci parole, i testi dell’autore: una visione del mondo e delle cose, riportate in modo schietto su un pezzetto di carta di piccole dimensioni, come se questa ristrettezza di spazio influenzasse il modo epigrammatico di di descrivere un momento. Tralasciamo la definizione di epigramma e haiku giapponesi. Forse, in definitiva, questo è il modo migliore per definire i testi di Oliver Scharpf : una fotografia statica in cui le immagini e le sensazioni si muovono a rilento caricando di pathos l’avvenimento ritratto.

Da un punto di vista contenutistico, riferendoci in questo caso alla poesia Nr. 5, possiamo notare come Scharpf cerchi di descrivere un luogo, una situazione e sensazioni differenti, inserendole all’interno di un determinato periodo temporale che, come vedremo in seguito nell’analisi contenutistica di altre poesie, risulta essere immobile inizialmente, per poi caricarsi di tensione e di un certo movimento ad un determinato momento. Il modello fin qui rappresentato, non è tuttavia applicabile a tutte le poesie di Scharpf presenti nell’antologia di Castagnola e Cignetti, come è possibile vedere per esempio nella poesia Nr. 70.

È un mondo immobile quello descritto da Scharpf in Nr. 5. Un luogo vuoto, privo di animostià, tranquillo ma allo stesso tempo carico di tensione. Non c’è una presenza fisica, se non quella rieccheggiata dal v. 4 in avanti, in cui avvertiamo la presenza di un uomo senza comunque vederlo realmente. « Piove, in via beata vergine del carmelo un cinema excelsior , un mozzicone di sigaretta dimora nei cessi » : un luogo quasi assopito viene descritto nei primi versi, quasi inumano. L’accento è messo su quel mozzicone di sigaretta che, abbandonato  sè stesso, dimora in un luogo deprimente, lasciato lì da solo. Al verso 5, con l’avversativa « mentre », ecco il cambiamento tipico della poesia di Scharpf : da un momento statico ad un momento ricco di movimento o di sensazioni. Il ricordo di un bacio ritorna alla mente dell’autore, che come un sedicenne si emoziona ancora.

Momenti puramente descrittivi (con anche precisi riferiemnti geografici e  temporali), momenti di movimento, momenti emozionali,… questa è la poesia di Oliver Scharpf. Questo è il mondo di Scharpf, in cui « il sovrapporsi di motivi del locus amoenus a luoghi pop […] secondo una procedura tipicamente postmoderna [4]» sono all’ordine del giorno.

L’intenzione di Scharpf non è quella di esprimere dei sentimenti universali, ma quello di descrivere in modo particolare una sensazione, un momento impresso nella sua mente, e trasportarlo sulla carta rendendo partecipe il mondo alla sua visione delle cose. Nella peosia scharpfiana non troveremo riferimenti classicisti o romantici o di qualunque tipo di topos letterario, ma « cose della vita ». La lingua e i lemmi da lui utilizzati vanno in questo senso : l’utilizzo di un linguaggio semplice, per descrivere semplici momenti, semplici sensazione, la vita.

 

5. Analisi delle poesie Nr. 70 e Nr. 83

Dopo aver definito, attraverso l’analisi di una poesia, forma e contenuti della poesia scharpfiana, dedichiamo un po’ del nostro tempo all’analisi di due poesie tratte da uppercuts : la poesia nr. 70 e nr. 83, tratti dalla seconda raccolta di Scharpf : la durata del viaggio dell’oliva dal martinicocktail.

 

·      Nr. 70 (da la durata del viaggio dell’oliva dal martinicocktail)

 

prati ingioiellati di rugiada nella luce

del mattino dal treno ginevrazurigo

ora dovremmo essere nel canton friborgo

perché c’è il cambio di vacca

ci sono quelle bianche, pezzate di nero

 

Una poesia molto corta (solo 6 versi), priva di punteggiatura, se non fosse per quell’unica virgola all’ultimo verso. Un testo dalla lingua abbastanza semplice, a volte con tratti  popolari, come rappresentata per esempio dal lemma « vacca » al quinto verso.

Il testo inizia con la descrizione di prati ricoperti dalla rugiada del mattino che l’autore vede attraverso i finestrini del treno ginevrazurigo. Una descrizione quasi idilliaca, caratterizzata da quel « ingioiellati » che rende il luogo prezioso e affascinante. È descritto un momento statico durante un momento di movimento : l’autore stà compiendo un viaggio in treno e osserva un’immagine fissandola a mò di fotografia sulla carta. Fino a questo momento, noi lettori siamo immersi completamente nel luogo da lui descritto, poi, un cambiamento. Quell’  « ora » al verso tre coglie la nostra attenzione. Siamo nel canton friborgo (chiaro riferimento geografico), una vacca ce lo dimostra, una vacca pezzata bianco e nera, tipiche della regione friborghese. Da un momento di pura descrizione, si passa al momento delle sensazioni : un linguaggio semplice adatto ad una descrizione di un luogo semplice, quasi contadino, rende queste sensazioni ancora più nitide all’occhio del lettore.

 

·      Nr. 83 (da la durata del viaggio dell’oliva dal martinicocktail)

 

dalla finestra aperta dell’hotel normandie

verso sera in inverno ad alessandria

si sentono fiorire i clacson giù sulle corniche

la pioggia che dio la manda, il mare

ma è il passaggio di uno scarafaggio il verso

che mette un po’ di action in questa poesia :

la piglio e la utilizzo per farlo fuori

spiaccicandola sul muro dalla parte scritta

 

Poesia abbastanza lunga (otto versi) quasi a ricordare la stanza di una canzone. Abbiamo la presenza di due elementi di punteggiatura al verso 4 e al verso 6. Anche in questo caso la lingua utilizzata è semplice, e scorrevole. Anche se abbiamo due elementi contrastanti in questo senso, al verso 3 (corniche[5]) e al verso 6 (action[6]) che rompono con l’andatura della poesia. L’utilizzo della lingua straniera non è cosa estranea a Scharpf, che ne fa largo utilizzo nei suoi testi.

I primi quattro versi della poesia sono dedicati alla descrizione fotografica del luogo e del momento in cui Scharpf scrive il testo : siamo in inverno, in una sera piovosa. L’autore si trova all’hotel normandie (altro riferimento francese) e sente il rumore della pioggia che cade sul cornicione esterno (corniche) e il rumore delle macchine in strada (clacson). Situazione statica interrotta dall’avversativa « ma » al verso 5, che cambia orientamento alla poesia, passando all’azione. Il rumore di uno scarafaggio disturba la visione di Scharpf, tanto da istigarlo a prendere i fogli sui quali stà scrivendo i primi 4 versi di Nr. 83 e usarli per uccidere il piccolo animaletto schiacciandolo contro il muro. Il gioco di parola stà nel fatto che la poesia (come oggetto cartaceo) utilizzata per uccidere l’animale, diventa a sua volta oggetto poetico. Anche una situazione « banale » come uccidere lo scarafaggio, può diventare oggetto intorno al quale scrivere un testo poetico. La bellezza del testo stà proprio in questa sottigliezza.

Con l’analisi di queste due poesie tratte da la durata del viaggio dell’oliva dal martinicocktail, abbiamo visto alcuni tipi di soggetti presenti negli epigrammi schrapfiani. Di sicuro l’analisi fatta non è esaustiva, ma permette al lettore di entrare maggiormente in materia.

 

6. Conclusione (a mò di celebrazione)

Come detto precedentemente nell’introduzione, lo scopo di questa relazione era quello di celebrare personalmente il poeta Oliver Scharpf.

Sono rimasto veramente colpito da questo poeta di cui non conoscevo assolutamente l’esistenza e devo dire, permettetmi la semplicità, che mi piace tantissimo. Non saprei dirvi il motivo per il quale apprezzo così tanto Oliver Scharpf ; dopotutto nessuno è in grado di spiegare razionalmente a qualcuno una passione.

Ciònonostante Oliver Scharpf adesso è presente nel mio bagaglio letterale e personale. Non sono l’unico a pensarla in questo modo, infatti siamo già in otto ad essere « pazzi per Oliver Scharpf », come possibile vedere nel sito internet precedentemente citato.

La mia speranza è quella che un giorno tanti conoscano Oliver Scharpf, al quale, evidentemente, auguro ogni bene ed ogni fortuna sia personale che letteraria.

Scharpf adesso c’è e continuerà ad esserci nella mia vita di lettore, in attesa che nuove composizioni vengano pubblicate, per leggerle così come devono essere lette : in modo semplice e appassionato.

 

7. Bibliografia

·      Oliver Scharpf, uppurcuts, edito da Moby Dick, Faenza, 2004

·      Oliver Scharpf, la durata del viaggio dell’oliva del martinicocktail (uppercuts uno e due), édito da Pequod, Ancona, 2007.

·      R. Castagnola e L. Cignetti, Di soglia in soglia, edizioni Le Ricerche, Losone, 2008


[1] http://www.facebook.com/group.php?gid=47233519602

[2] Si veda la bibliografia.

[3] Scuola di teatro.

[4] Opera di riferimento, pag. 134

[5] Francesismo : cornicione.

[6] Dall’inglese. 

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